Morbo di Parkinson

Ecco un caso di Morbo di Parkinson che ho avuto l’occasione di seguire da vi­cino nella sua evoluzione. Per ben evidenziare il forte miglioramento ottenuto, ho steso la seguente storia.

Anamnesi patologica prossima.

Nel 1977, il Signor Marcello,  cominciò ad accusare un leggero tremore alla mano sinistra, che si ac­centuava a riposo, nel compiere movimenti fini e con l’emozione.

Nel 79, il tremore alla mano sinistra era aumentato con continua apposizione del pollice sull’indice, inoltre il tremore era iniziato anche sulla mano destra; sia nell’arto superiore che all’arto inferiore sinistro era comparsa rigidità muscola­re: ciò si evidenziava obiettivamente con un diminuito movimento a pendolo dell’arto superiore sinistro e leggero trascinamento della gamba sinistra. Inol­tre, si poteva osservare un ammiccamento raro o assente, uno sguardo fisso, uno scarso movimento dei muscoli mimici, l’abbassamento della voce nel parlare, un graduale mutamento del carattere, da vivace ed estroverso a introverso e taci­turno. Si poteva anche osservare un bradipsichismo, cioè una diminuzione della velocità del pensiero, il paziente riferiva pure di sentire la lingua legata.

A causa dell’aumento di intensità di questa sintomatologia, nel 79 cominciò ad essere curato ambulatoriamente da un illustre neurologo. La terapia era a ba­se di Metixene – Levodopa e Citidina.

Con questo trattamento il paziente ebbe un miglioramento per alcuni mesi, poi progressivamente peggiorò; ricomparve e si accentuò la sintomatologia pre­cedente; dopo vari controlli e dopo aver provato vari tipi di farmaci, lo stesso neurologo nel giugno 82, rilasciò questa dichiarazione: «Si certifica che il Signor Marcello è in cura per il Morbo di Parkinson. Oltre al bradipsichismo tipico della malattia, si è andato instaurando un acuto quadro di deterioramento (18%) e ulti­mamente è comparso uno stato depressivo, ansioso, reattivo».

Seguiva la prescrizione di Metixene, Levodopa e un antidepressivo triciclico. Da settembre a novembre dello stesso anno, la sintomatologia precedente si ac­centuò sempre più, con comparsa di idee fisse e confusione mentale.

A metà novembre, dopo un lungo periodo di perplessità, circa le terapie na­turali, iniziò la terapia disintossicante con 10 giorni di sola frutta.

Nel primo e secondo giorno, la sintomatologia del Morbo di Parkinson, si ac­centuò notevolmente, perchè all’organismo mancavano le comuni tossine sommi­nistrate attraverso l’alimentazione normale.

Consigliai al paziente di diminuire gradualmente l’assunzione di farmaci, scalando le dosi fino a cessarne l’assunzione. Mano a mano che i giorni passava­no, tutti notavano in lui vistosi miglioramenti, sia fisici che psichici.

Dopo due mesi scrissi il seguente referto: è ricomparso l’ammiccamento, lo sguardo non è più fisso o assente, è ricomparsa la vivacità della parola e del pen­siero, la lingua (riferisce il paziente), è sciolta, inoltre la depressione è scomparsa e il paziente è pieno di voglia di vivere. Non è più presente la rigidità all’arto infe­riore sinistro; il tremore alla mano destra è cessato, mentre residua un leggero tremore alla mano sinistra, con apposizione del pollice sull’indice.

Ad un anno di distanza posso affermare che i benefici effetti osservati due mesi dopo l’inizio delle terapie naturali, persistono ancora con grande sollievo per il paziente stesso e per i familiari, che notavano giorno dopo giorno raggra­varsi della sua situazione fisica e psichica. Residuo ancora il tremore alla mano sinistra con apposizione del pollice sull’indice; è da segnalare però, che il pazien­te non ha effettuato tutte le pratiche da me descritte ed inoltre, non ha sempre rispettato le compatibilità alimentari.

Dott. F. T. .

Per i dettagli applicativi relativi alla singola persona  ed al singolo caso si rimanda ad un consulto naturopatico.

N.B.: Le informazioni fornite su questa pagina hanno scopo puramente informativo; esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico naturopata.