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L’uomo non è onnivoro

Riporto di seguito uno studio del Prof. Marcello Comel.


Carnivoro noLa mascella dell’orso è molto simile a quella della tigre, quella della mucca invece è molto simile a quella dell’uomo.

Paragoni anatomici

•  Carnivori
– placenta zoniforme

– incisivi poco sviluppati
– molari appuntiti
– mascelle incapaci al movimento orizzontale
– saliva e urina acida
– stomaco semplice
– intestino lungo tre volte il tronco
– vivono di carne.

Onnivori
– placenta non caduca
– incisivi assai sviluppati
– molari con piego
– saliva e urina acide
– fondo dello stomaco arrotondato
– intestino lungo 10 volte il tronco
– vivono di carne e vegetali.

Erbivori
– mascelle capaci di movimento orizzontale atto alla macerazione vegetale
– placenta non caduca
– saliva e urina acide
– stomaco in tre parti
– intestino lungo 12-18 volte il tronco
– vivono di erbe e piante.

Antropoidi/Frugivori (scimmie, ecc.)
– placenta discoidale
– incisivi ben sviluppati
– molari smussati
– saliva e urina alcalina
– stomaco con duodeno
– intestino lungo 7-11 volte il tronco
– vivono di frutta e semi (noci, mandorle, ecc.).

Uomini
– placenta discoidale
– incisivi ben sviluppati
– molari smussati
– Ph saliva e urina dipendono dall’alimentazione
– stomaco con duodeno
– intestino lungo 12 volte il tronco
– dovrebbero vivere di frutta e semi (noci, mandorle, ecc.).

Fisiologia-comparata-ed-alimentazione-4

 

Uomo, un carnivoro forzato 

La creatura umana sembra proprio una scimmia d’ombra vissuta per milioni di anni sugli alberi.
Effettivamente sembra che tutti gli studi portino alla conclusione che essa fu obbligata a scendervi a causa degli stravolgimenti climatici e geologici, essendo poi costretta a sopravvivere nella savana.
Quando scoprì il fuoco, l’uomo  cominciò a cambiare il modo con cui si cibava dei vegetali, ma scoprì che poteva anche trasformare la carne rendendola masticabile dal suo apparato dentale, per nulla adatto alla carne cruda, e processabile da quell’apparato digerente altrettanto inidoneo.

Ma nonostante ciò, l’inserimento della carne nelle abitudini alimentari dell’uomo, è stata una forzatura sui milioni di anni necessari agli adattamenti fisiologici naturali, e per quanto ci abbiano fatto sembrare normale il consumare quantità enormi di carne, gli effetti di tale pratica sono devastanti per la nostra salute.

Ma questa forzatura ha anche comportato un considerevole dissesto psichico, perché l’abitudine all’uccisione e alla sottrazione della vita di un’altra creatura per favorire il proprio sostentamento, si è poi riflesso, inconsciamente, nella vita sociale.
Fra queste conseguenze troviamo ai primi posti le crudeltà assassine nei confronti della sua stessa specie inizialmente per scopi di sopravvivenza, poi, man mano che si è complicata l’attività sociale, anche per i motivi più disparati.

 

L’orrore della carne di massa

La crescita della società umana ha, nel tempo, sviluppato sistemi di procreazione forzata, allevamento, uccisione di massa, di alcune creature animali scelte come maggiormente idonee al business alimentare.

Tale pratica viene eseguita solo da alcuni umani abituati (non senza conseguenze psichiche) alla crudeltà del macello che avviene in ambienti nascosti all’opinione pubblica, come spesso lo sono anche quelli degli allevamenti.
La stragrande maggioranza degli esseri umani non mangerebbe carne se dovesse affrontare la macellazione in prima persona, ma non lo farebbe neppure se sapesse, e vedesse, come il business alleva gli animali e li macella.

Siamo stati abituati a ritenere il pezzo di carne morto, una sorta di prodotto come qualunque altro. Tutti ci illudiamo, o non vogliamo pensarci, che quel “prodotto” non è ottenuto dallo smembramento di una creatura con un cervello, con tanto di sentimenti e capacità di tragica sofferenza, uccisa da una industria alimentare che macella la maggior parte degli animali quando sono ancora vivi prevalentemente per facilitare il loro scuoiamento.

Il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti ha imposto di indicare nelle etichette del pollame, la percentuale di acqua fecale di cui è intrisa la carne.
Questo la dice lunga sia sulle condizioni in cui vivono gli animali da allevamento ma anche sui processi che subiscono durante la macellazione di massa.
A queste sostanze si devono però aggiungere quelle artificiali usate per gonfiare la carne. Pratica possibile legalmente ma sino a una certa percentuale, sistematicamente sforata per l’assenza di controlli. Per tale pratica si usano dei composti il cui effetto sull’uomo non sono affatto certi, ma essi sono solo quelli utilizzati sulla carne macellata, prima ancora ci sono numerose sostanze farmaceutiche che vengono abusate o addirittura usate illegalmente, per accelerare la crescita degli animali ed esaltare alcune caratteristiche mirate. Insomma, alla fine qualunque tipo di carne mangiamo contiene un cocktail di composti chimici aggiunti che semplicemente si sommano alle sostanze nocive naturali della carne.

 

Malattie della forzatura

Come detto, l’organismo umano non ha origini carnivore, non è neppure predisposto per tale alimentazione, tanto che se anche trovasse il modo per mangiare abitualmente carne cruda, modificando il suo apparato masticatorio adattandolo artificialmente a quello dei veri carnivori, dovrebbe trovare anche un modo artificiale per proteggersi dalle sue sostanze tossiche. Gli organismi dei carnivori reali, si difendono da questo problema con un apparato digerente il cui intestino comporta un percorso breve pari a circa 3 volte la lunghezza del suo corpo, mentre nell’uomo è 9-12 volte, come in quello degli animali frugivori (che si nutrono di frutti, foglie e semi).
L’intestino corto dei carnivori ha lo scopo di trattenere il meno tempo possibile il materiale che, in quanto carne morta, era già in fase di decomposizione ancor prima di essere ingerita. Ma anche le mucose spesse e muscolose, permettono ai carnivori, l’utilizzo di succhi gastrici molto più potenti di quelli umani, ma soprattutto molto più specifici a distruggere e trasformare le sostanze nocive della carne.
Fra le malattie causate o aggravate dalla forzatura dell’uomo all’assunzione di carne nell’alimentazione, abbiamo il noto colesterolo, patologie cardiovascolari, cancro al colon, arteriosclerosi.

 

Ma allora cosa fare?

Il solo fatto di dover smettere di uccidere quotidianamente milioni di creature viventi e pensanti, dovrebbe essere un motivo sufficiente per portarci a cessare tale pratica.
Ma è anche evidente che sia utopico pensare che possa avvenire di colpo domani, ma, gradualmente, è possibile.
E’ ovvio che dobbiamo sforzarci di imparare a difenderci dalle imposizioni della pubblicità e dagli inganni che ci inducono a non credere di poter fare a meno della carne. Molti sono i business che tenteranno di impedirlo, ma se, a loro volta, capiranno di doversi semplicemente convertire in altre pratiche, forse saranno meno resistenti. Può aiutarci a pensare che nella realtà siamo circondati di tutte le sostanze necessarie al nostro corpo. Sono nei muri, nel ferro, nel pavimento, nella terra. Solo che non siamo in grado di assorbirle così come sono. Abbiamo bisogno di qualcuno che le trasformi per noi, i vegetali lo fanno, ma poi sono trasformati dagli animali in qualcosa che pensiamo ci faccia risparmiare alcuni passaggi che però, come detto, hanno un prezzo compensativo.
Se qualcuno vi ha detto che con la verdura/frutta non è possibile diventare forti, ricordategli le volte che l’uomo ha dovuto ricorrere a buoi o cavalli per fare lavori di forza che non gli erano possibili. Anzi provate ad immaginare quante delle grandi opere del passato, sarebbero state possibili senza la forza degli animali erbivori.

Gli animali erbivori hanno solo il problema di avere una dieta limitata che li obbliga a passare molto tempo a mangiare, una dieta che ha specializzato il loro apparato digerente in un modo spesso ingombrante e fisiologicamente limitativo.
L‘uomo ha invece la possibilità di poter variare questa dieta e, con le tecniche già a sua disposizione, arricchirla di tutte le altre sostanze necessarie al suo organismo.
Si tratta solo di volerlo, rendendosi conto che il suo progresso sarà lo smettere di uccidere per vivere e che per farlo smetterà alcuni business per sostituirli con molti altri nuovi e più etici.

Prof. Marcello Comel

Link correlati: L’uomo è carnivoro o erbivoro? – Prof. Claus Leitzmann;
Carne, sostanza incompatibile con la natura umana – Dr. Chim. Mauro Damiani ;
L’uomo si nutriva di sola frutta – uno studio paleontologico lo dimostra.